Il mondo del trekking

on Giovedì, 21 Febbraio 2013. Posted in Guide Visite: 3991

Classificazione delle difficoltà nel trekking

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In questo breve articolo vedremo la scala delle difficoltà per gli itinerari di trekking alla quale facciamo riferimento nelle relazioni riportate su questo sito.

 

Una delle maggiori attività effettuate in montagna ( visita il sito web www.eggental.com ) è il trekking, escursionismo in italiano. Questa forma di attività motoria/sportiva si basa sul camminare nel territorio, sia su lunghi percorsi (come ad esempio strade o sentieri) con giuste attrezzature, sia liberamente, fuori dai percorsi fissi.

Il trekking può essere considerato un vero sport poiché può essere classificato secondo livelli di difficoltà. Difficoltà che si esprimono universalmente in quattro tipologie:

Sentiero T1.    T=Turistico. Fa riferimento agli itinerari su strada, mulattiera oppure sentieri ben marcati senza alcuna difficoltà di orientamento. In questo primo step il dislivello non è superiore ai 500 metri e l’equipaggio utile è quello elementare da gita.

2.    E=Escursionisti. Rientrano in questa tipologia gli itinerari più lunghi caratterizzati con dislivelli da superare che vanno dai 500 ai 1000m, comunque su sentieri sempre ben segnati. L’equipaggiamento necessario è quello da montagna, inoltre bisogna avere un'adeguata preparazione fisica.

3.    EE=Escursionisti Esperti. Negli itinerari EE, possono esserci alcuni tratti esposti, innevati e l’attraversamento di zone impervie senza segnaletica. I dislivelli possono superare i 1000m. In questa situazione sono necessarie oltre ad un buon allenamento anche un equipaggiamento adeguato e ottime capacità di orientamento.

Sentiero EEA4.    EEA=Escursionisti Esperti ed Attrezzati. In questa situazione gli itinerari sono quelli che si affrontano su vie ferrate o percorsi alpinistici attrezzati dove l’impegno fisico richiesto e l'esposizione al rischio rendono necessario l'uso di attrezzature per l'autoassicurazione.

Nell'alpinismo esiste inoltre una scala che fa riferimento alle difficoltà su roccia in cui viene presa in considerazione la scala internazionale. La classificazione è la medesima:

-      Facile. La forma più facile di arrampicata in cui è sufficiente scegliere l'appoggio per i piedi e con le mani. Si utilizzano gli appigli ma solo per l'equilibrio.

-      Poco Difficile. In questo step è richiesto lo spostamento di un arto per volta ed una corretta impostazione dei movimenti. Appigli ed appoggi necessari e abbondanti.

-      Abbastanza Difficile. Struttura rocciosa  ripida e verticale che comporta appigli ed appoggi meno abbondanti ma un uso maggiore della forza.

-      Difficile. Appigli ed appoggi sono più rari ed esigui, si richiede una buona tecnica ed un certo grado di allenamento.

-      Molto Difficile. Qui l'arrampicata richiede tecnica e impegno muscolare quindi appigli ed appoggi sono rari, esame preventivo dei passaggi.

-      Estremamente Difficile. Richiede una combinazione particolare di movimenti ben studiati poiché la struttura rocciosa costringe ad un'arrampicata delicata in aderenza o decisamente faticosa su strapiombo. Buon allenamento fisico e notevole forza in braccia e mani.

http://www.eggental.com/it/vieni-in-estate/escursionismo-arrampicata/escursioni.html

Autore

Omar Cauz

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