aquila in volo

on Lunedì, 23 Luglio 2012. Posted in Montagna Visite: 3402

un incontro inaspettato

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Alcune volte in montagna si fanno degli incontri che lasciano un ricordo indelebile, come in questo caso sulla Croda de R'Ancona.

Qualche giorno fa, sono entrato in possesso del libretto delle attività che il CAI di San Vito, svolge durante l'anno in corso, e sfogliandolo alla ricerca di una meta per il fine settimana, mi è sembrata subito interessante una meta poco conosciuta: la Croda de R'Ancona. Veniva proposto un itinerario ad anello con salita dal versante orientale e discesa da quello occidentale. Così dopo aver verificato se ci sono autobus per il rientro alla macchina la decisione è presa, Croda de R'Ancona sia!

01 residui militariAd accompagnarmi sempre Paola, che quest'anno si è ri-messa di buon impegno con le camminate in montagna, così domenica mattina alle 9.30 dopo lauta colazione al Bar Fiori di San Vito siamo sulla strada di partenza. Primo tratto facile, si percorre la strada forestale, frequentata da mountain bikers ed escrusionisti, sino in forcella Lerosa. Poco prima della forcella troviamo di fronte ad un grande Cirmolo, un masso con l'indicaizone R'Ancona. Prendiamo la traccia, che sembra in ottime condizioni, ed iniziamo a staccarci dalla carareccia, poco dopo si incontrano le prime costruzioni militari. Ogni tanto bisogna fare attenzione a non sbagliare, ma i bolli rossi e gli ometti sono ben visibili, ogni tanto i mughi ingombrano il sentiero, ci si deve accucciare per passare. 02 Busc de r anconaDopo qualche rampetta, usciamo in una radura e degli ometti in pietra ci indicano la strada. E' già ben visibile il versante orientale della Croda de R'Ancona, mi chiedo da quale parte si riesca a passare, visto che il versante sembra tutto strapiombante. La traccia evita nuovamente i mughi, si passa su di un primo tratto con le trincee delle prima guerra mondiale, poi affrontiamo con qualche problema un tratto dove il sentiero si perde, e sbuchiamo sul Busc de R'Ancona, uno splendido arco naturale affacciato sul Col Rosà. Il tratto successivo si presenta come una rampa di sassi e creta rossa, faccio un po' di fatica ad individuare il percorso giusto, ma basta uscire sulla destra sul prato e con 2 tornanti la risaliamo senza troppi problemi, e siamo di nuovo tra i resti delle trincee della grande guerra. I resti perchè qui non è come sul Falzarego dove il i manufatti 03 stelle alpinecostruiti dall'uomo sono stati recuperati e resi fruibili al turismo, qui l'ambiente è molto più selvaggio, infatti non abbiamo incontrato nessuno su questo percorso, vediamo del movimento solamente sulla stradina in basso sotto di noi. 05 volo dell aquilaFinalmente ci avviciniamo al tratto finale prima della cima, incontriamo le prime stelle alpine, segno anche questo che da queste parti non viene tanta gente, poi un bel tratto in forte salita, di nuovo le trincee, e si sbuca su una breve cengia resa sicura da alcuni laschi cavi in acciaio, passata questa il sentiero prende a destra  per un'ultima rampa su un lastrone calcareo sempre attrezzato, e sbuchiamo quasi in cima.  
Il tempo di ammirare il panorama e vediamo che sotto di noi c'è un'aquila che vola. Non è la prima volta che vediamo un'aquila, anche la settimana scorsa in 06 aquila in voloCasera Pradut ne avevamo visto un'esemplare, ma questa volta è diverso, la vediamo sotto di noi ed è molto vicina. Si vedono benissimo il colori delle piume marroni e bianche. Scatto due foto veloci, ma purtroppo la macchinetta con lo zoom è dentro lo zaino di Paola, il tempo di tirarla fuori che l'aquila è volata sull'altro versante. Restiamo estasiati per l'incontro, è la prima volta dopo tanti anni di montagna. Ci riprendiamo dallo stupore e in breve siamo in cima e il panorama è magnifico, anche se inizia a cadere qualche chicco di grandine. Rinforcillati iniziamo a scendere il versante orientale, velocemente perchè dal Sennes una bella nuvola sta scaricando il suo carico di acqua. Il sentiero da questo lato è molto bello, si passa sempre tra i resti delle trincee, scendendo la spalla della montagna, sino ad una secca svolta a destra. Raggiungiamo Forcella Lerosa assieme allo scroscio d'acqua, e così ci prendiamo la terza slavazzata in 3 settimane, una bella media. 07 Croda RossaDiscesa a tutta velocità verso Ra Stua, passando tra le vacche al pascolo. Arriviamo a Ra Stua proprio quando smette di piovere, così ci godiamo un bel piatto di formaggio e polenta fumante. Dopo aver camminato in solitudine, qui siamo in un'altra realtà, turisti con scarpe alla moda e golfetti firmati... Abbiamo ancora un po' di tempo così risaliamo fino a Campo Croce per goderci il panorama, per togliere l'astinenza per questi magnifici posti. Per il ritorno scendiamo lungo la strada sino al parcheggio, e poi di nuovo in salita sino alla casa cantoniera, dove un gentile autista di pulman decide di fermarsi e portarci a gratis sino a Cima Banche.

Qui trovate la relazione per l'anello della Croda de r'Ancona.

 

Autore

Omar Cauz

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