• Stagione consigliata: Estate
  • Dislivello: 1200
  • Difficolta': Alpinistiche
  • Mappa tabacco: 03
Cima Belprà (Marmarole) 2917 m
  • Punti di appoggio: Rifugio Scotter e Rifugio San Marco

  • Periodo: settembre 2012

  • Partenza: Piccolo parcheggio a monte del Rifugio Scotter a 1660m

  • Acqua: Nei pressi del canale poco sopra il rifugio San Marco (fontana)

Lunga ascensione di grande soddisfazione che raggiunge una delle più belle cime delle Marmarole. Anche se si tratta della via più facile, questo itinerario non va assolutamente sottovalutato. Le maggiori difficoltà si incontrano proprio sotto la vetta, al termine di un lungo tratto faticoso. Dalla vetta, panorama straordinario!

RELAZIONE:

Da San Vito di Cadore, seguendo le indicazioni per le piste da sci, si sale alla partenza della seggiovia San Marco. Nel periodo di apertura dell'impianto, la strada è aperta fino alle 8:00. Si continua in ripida salita sulla stradina che, poco dopo, diviene bianca e, attraversando varie volte la pista, conduce al Rifugio Scotter. Proseguendo ancora per 500 - 600 m si raggiunge il piazzale attiguo alla stazione a valle della teleferica del Rifugio San Marco, dove la strada termina (1660 m circa - piccolo parcheggio).

Attraversato un canale, ci si inoltra nel bosco e si imbocca un ripido sentiero che conduce, in 20 minuti, al Rifugio San Marco. Si prosegue seguendo il sentiero 226 (tabelle) che inizialmente si alza sopra il rifugio, poi traversa in leggera discesa fino al fondo di un canalone. Il sentiero prosegue a tornanti sul lato sx del canale fino a depositare nel catino poco sotto l'ampia Forcella Grande, che si raggiunge in pochi minuti. 1:30 h dal parcheggio. Dalla sella ci si alza in diagonale, seguendo un sentierino e mirando alla base delle rocce della vicina Torre dei Sabbioni. Seguendo la flebile traccia si contorna la torre fino raggiungere il bellissimo avvallamento tra questa e la parete nord-ovest della Costa Belprà. Si ignora la traccia che sale ripida verso l'attacco della via normale alla Torre dei Sabbioni e, attraversato orizzontalmente l'avvallamento (ometti), si guadagna un evidente sentierino che, verso sx, porta all'inizio di una grande cengia. 40 min da Forcella Grande.

Attacco. Si segue la cengia senza difficoltà. Dopo un tratto pianeggiante, si scende fino a raggiungere una rampa ghiaiosa che si risale per guadagnare un'altra cengia, che va seguita verso dx fino al punto in cui la parete soprastante appare facilmente scalabile (segni di vernice). Qui non si prosegue per la cengia ma si affronta la parete da sx a dx (I e pp di II) fino ad approdare su terreno più facile. La cengia continua in leggera salita. Ogni tanto si restringe e costringe a qualche passo delicato e, in alcuni casi, esposto (in particolare uno, ascendente, di II). Poi la cengia si allarga e si trasforma in un ampio pendio ghiaioso. Si risalgono le ghiaie, dapprima seguendo un'esile traccia, poi conviene tenersi sulle lastre a dx ripide (attenzione!) ma meno faticose e si raggiunge l'ampia spalla a nord-ovest della calotta sommitale. Da qui il procedere diventa particolarmente delicato e molto esposto. Ci si alza, in versante sud, percorrendo un'esile cengia (I) su terreno instabile ed espostissimo e si prosegue per qualche metro orizzontalmente fino ad un canalino. Lo si risale fino ad una paretina che si supera (I+) uscendo e proseguendo verso dx, su per una cengia-canale (I, friabile) che porta ad un netto spigolo. Girato lo spigolo e fatti alcuni metri su una cengetta orizzontale, si sale a sinistra e, superati alcuni salti (I e II), si perviene in cresta, a pochi metri dalla croce di vetta. Per raggiungerla si percorre l'ultimo tratto aereo con blocchi instabili. 3 h dall'attacco, 5,30 dal parcheggio senza soste.

 

Note dell'autore

In discesa, tornati alla spalla, conviene scendere per le morbide ghiaie addossate alle pareti, facendo attenzione a qualche tratto delicato (lastre ricoperte da un sottile strato di ghiaino)  

Attrezzatura: calzature adatte all'uso in alta montagna, casco, eventualmente corda e NDA (ma non è facile trovare punti di assicurazione...) 

Ultimamente (agosto 2012), la strada per il Rifugio Scotter, soprattutto nella parte alta è abbastanza rovinata e non facilmente percorribile da qualsiasi auto.

Cristina Bacci e Angelo Zangrando

 

Cristina Bacci

Autore

Cristina Bacci
  • , figlia dell'Appennino Emiliano, ha avuto presto l'occasione di visitare le Dolomiti, restandone affascinata. Il colpo di fulmine si è tramutato in amore con una frequentazione via via più assidua, culminata con il suo trasferimento nell'ambiente dei suoi sogni. Ha salito oltre 500 cime dolomitiche e percorso innumerevoli itinerari, spesso in ambienti molto severi e in solitaria. Ogni traguardo raggiunto è per lei l'occasione per ulteriori curiosità e nuovi progetti.

  • Commenti (0)

    Lascia un commento

    Stai commentando come ospite. Login opzionale sotto.