• Stagione consigliata: Estate
  • Dislivello: 1100
  • Difficolta': Alpinistiche
Crodaccia Alta 3015m (gruppo Croda Rossa d'Ampezzo)
  • Punti di Appoggio: Albergo Pratopiazza - Albergo Croda Rossa - Malga Stolla
  • Periodo: Luglio 2012
  • Partenza: Parcheggio posto poco a valle dell'Albergo Pratopiazza, al termine della strada che parte dalla località Ponticello, in Val di Braies Vecchia. Attenzione: Durante la stagione estiva la strada, fin dal primo mattino, è soggetta a pagamento di pedaggio e, dopo le ore 10, chiusa al traffico (navetta).
  • Acqua: Nei pressi di Malga Stolla

Splendida ascensione che si svolge in uno dei luoghi più selvaggi del gruppo. Anche se il dislivello non supera 1100 m, si tratta di un itinerario molto impegnativo, con un notevole sviluppo, caratterizzato da terreno spesso friabile. La cresta finale presenta passaggi di II grado in forte esposizione.

RELAZIONE:

Da Villabassa (Val Pusteria) si percorre la SS 49 verso Monguelfo (ovest), fino ad incontrare, sulla sinistra, il bivio della Val di Braies. Imboccata la SP 47, si raggiunge la località Sage. Qui, invece di proseguire per il celebre Lago di Braies, si svolta a sx e si entra in Val di Braies Vecchia. Si percorre la SP 80 fino alla località Ponticello, dove parte la stradina (non molto larga ma asfaltata) che conduce sull'altopiano di Pratopiazza (parcheggio).

In pochi minuti si raggiunge l'Albergo Pratopiazza, davanti al quale una tabella indica la partenza del sentiero numero 3, diretto a Malga Cavallo. Si percorre il bel sentiero nel bosco, passando nelle immediate vicinanze di malga Stolla (piccolo posto di ristoro senza possibilità di pernottamento). Dopo circa un'ora di cammino si esce definitivamente dal bosco e si entra nello splendido Cadin del Ghiacciaio, in vista della nostra meta. Si continua sul sentiero fino ai piedi della evidente Crodaccia Bassa, a circa 2300 m. Si abbandona il sentiero e si tagliano (verso ovest) i prati alla base della Crodaccia, fino a giungere sotto la sella tra la Crodaccia Alta e la Crodaccia Bassa. Risalite le dure ghiaie alla base della forcella, non si mira a questa ma, appena possibile, ci si sposta sulle rocce di sx. Ore 2 da Pratopiazza.

Attacco. Si risalgono le roccette, intervallate da zolle erbose (pp di I), senza percorso obbligato (conviene spostarsi leggermente da sx a dx). Man mano che si sale, la pendenza diminuisce e termina su un ampio dosso alla base delle pareti che delimitano la vetta a nord. Da qui si va decisamente a sx, alzandosi (si attraversa un piccolo nevaio) fino a montare su un evidente crinale che si risale fino a toccare la base delle rocce. Ora si procede, seguendo una flebile traccia che corre alla base delle rocce, prima verso sud poi verso ovest fino a raggiungere la base di un canalone caratterizzato dalla presenza, nella parte bassa, di grossi massi rossi (in alto, sulla parete di sx, si nota una nicchia di distacco rossa, che più rossa non si può!). Si risale il canalone (pp di I, terreno friabile), passando proprio sotto alla "ferita", per circa 200 m, fino alla base delle pareti, poi ci si sposta a sx, entrando in un altro canale, più stretto e rosso (terreno molto friabile). Lo si risale fino alla base di alti salti rocciosi e si va a dx, percorrendo una cengia, prima rocciosa (pp di I) poi ghiaiosa che deposita, dopo un ultimo strappo su per un canalino (I), su una piccola forcella di cresta. Ore 1,45 dall'attacco. Questo tratto, in particolare l'ultima parte, è faticoso e molto friabile: anche se non ci sono particolari difficoltà alpinistiche, data la natura del terreno, in alcuni punti una scivolata sarebbe difficilmente arrestabile. Ora comincia l'ultima parte dell'ascensione, prettamente alpinistica. Dalla forcella si risale una crestina (I+) che permette di raggiungere la prima anticima (quella principale si trova molto più avanti, verso sud). Si scende a dx della cresta in versante ovest (pp di I e II) fino a giungere poco sotto una forcellina. Senza raggiungerla si aggira la successiva punta della cresta salendo per una paretina lastronata (II) fino a una spalla, dalla quale, per una cengetta (II e I) e una fessura (II) si guadagna una seconda forcellina (tutto questo tratto è molto esposto e il terreno non è particolarmente solido...). Da questo secondo intaglio si attacca direttamente la parete sovrastante (II e I, roccia buona, esposto) fino a riguadagnare la cresta che si percorre senza particolari difficoltà, ma sempre in esposizione, fino ad un salto. Da qui si scende a dx (ovest) per roccette (pp di I) fino a raggiungere l'ultima forcella sotto la vetta. Ora, procedendo sempre in versante ovest, si contorna la cima imboccando una cengia canale che conduce sullo spigolo. Risalito questo per una quindicina di metri (attenzione a qualche blocco instabile) si raggiunge la vetta. Ore 0.45 dall'inizio della cresta, 4,30 da Pratopiazza, senza soste.

 

Note dell'autore

Tempo di percorrenza totoale: 4,30 h, senza soste. Può aumentare se le condizioni del terreno non sono ottimali e se si decide di percorrere qualche tratto procedendo in cordata. 

Attrezzatura: Calzature adatte all'alta montagna, casco, eventualmente NDA (normale dotazione alpinistica). In caso di presenza di neve o ghiaccio aggiungere ramponi e picozza.

Cristina Bacci e Angelo Zangrando

 

Cristina Bacci

Autore

Cristina Bacci
  • , figlia dell'Appennino Emiliano, ha avuto presto l'occasione di visitare le Dolomiti, restandone affascinata. Il colpo di fulmine si è tramutato in amore con una frequentazione via via più assidua, culminata con il suo trasferimento nell'ambiente dei suoi sogni. Ha salito oltre 500 cime dolomitiche e percorso innumerevoli itinerari, spesso in ambienti molto severi e in solitaria. Ogni traguardo raggiunto è per lei l'occasione per ulteriori curiosità e nuovi progetti.

  • Commenti (2)

    • Riccardo

      Riccardo

      27 Novembre 2012 at 08:31 |
      Bel giro, ormai la stagione è avanzata e la neve credo non consenta di affrontarlo, a meno di non immaginare una vera invernale.
      Però per l'anno prossimo, magari appena dopo il disgelo, credo non sarebbe male metterlo in programma.
      Grazie per la segnalazione e complimenti per l'ottima relazione.
    • Cristina Bacci

      Cristina Bacci

      27 Novembre 2012 at 17:55 |
      Grazie Roberto!
      Subito dopo il disgelo la neve copre ancora i canali con il terriccio rosso e si procede sicuramente meglio. Ottima idea!
      Ciao!

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