• Stagione consigliata: Estate
  • Dislivello: 900
  • Difficolta': Alpinistiche
  • Mappa tabacco: 010
Punta Lavina Lunga (2770 m)
  • Punti di appoggio: Rifugio Locatelli Innerkofler (2405m)
  • Periodo: Agosto 2008
  • Partenza: Rifugio Locatelli (vari accessi tra cui il sent. 101, che parte dal Rif. Auronzo, raggiungibile dal Lago di Misurina (comune di Auronzo di Cadore) a piedi (1,30 h), in auto (strada a pedaggio) o  con autobus di linea); oppure dalla Val Fiscalina per sent. 102
  • Acqua: non disponibile

Cima solitaria e selvaggia (una delle meno conosciute nel gruppo dei Tre Scarperi) che domina sulla Val Pusteria. La via che viene descritta risulta essere la più facile e, soprattutto, la meno complicata tra le poche che raggiungono la sommità ed è stata aperta il 28/08/2008 da Cristina Bacci e Angelo Zangrando. 

RELAZIONE:

Dal Rifugio Locatelli si percorre verso N un sentierino che taglia i pendii  orientali della Torre di Toblin e si scende all’ampia Forcella di San Candido. Da qui (cartello) si segue il sentiero che conduce al Lastron dei Scarperi, contrassegnato da sbiaditi bolli rossi. Giunti nel cadino sotto la cima del Lastron, si abbandona il sentiero per salire, verso destra, alla vicina Forcella del Crodon (resti di baracche). Dall’intaglio ci si cala nel Cadin di Sassovecchio per ghiaie. Prima ci si tiene a sinistra (tracce di sentiero), poi è consigliabile spostarsi sulla destra (vicino alle pareti del Crodon di San Candido): questo perché, tenendosi ad una certa distanza dalle pareti del Lastron di Sassovecchio e della Punta Lavina Lunga, è più facile individuare il canale che conduce alla forcella tra le due sopraccitate cime, denominata in guerra Alta Guardia. E’ il primo da destra, ripido e ghiaioso. Lo si risale fino all’intaglio; sul versante opposto, poco sotto, resti di una baracca di guerra (ore 3).

Dall’Alta Guardia ci si alza verso destra (S-E) per una facile paretina (I) che conduce ad una cengetta che va seguita fin dove si esaurisce su una stretta forcella. Ci si cala per un canalino (un gradino di II) fino ad una cengia che si segue in salita fino ad un terrazzino (ometto). Si ignorano gli ometti che invitano a continuare la discesa per la cengia e ci si rivolge verso la parete S della Lavina. Attacco.1) Si sale per un canale che progressivamente si rizza fino ad una terrazza (40 m, I e II, roccia buona ma con detrito).2) Si scala la parete soprastante fino alla spalla S-E (30 m, II e III, roccia buona, un cordino in clessidra a metà e uno alla sosta, sempre su clessidra).3) Ci si sposta facilmente verso sinistra, alla forcellina tra spalla e cima. Si percorre una cengetta a sinistra per circa 15 m, poi per un canalino e blocchi in cima (I). (1 ora dall’Alta Guardia, 4 dal Rifugio).

 

Note dell'autore

Attrezzatura: Casco – Corda – NDA – Qualche cordino da abbandonare

Dall’Alta Guardia alla cima sono stati posti numerosi ometti. In discesa è possibile effettuare una calata di 30 m dalla clessidra della seconda sosta ed, eventualmente, un’altra, sempre di circa 30 metri, da attrezzare nel canale. 

Anche se le difficoltà in roccia sono contenute, questa salita è riservata ad alpinisti esperti ed abituati a muoversi in ambiente selvaggio.

 

Cristina Bacci

Autore

Cristina Bacci
  • , figlia dell'Appennino Emiliano, ha avuto presto l'occasione di visitare le Dolomiti, restandone affascinata. Il colpo di fulmine si è tramutato in amore con una frequentazione via via più assidua, culminata con il suo trasferimento nell'ambiente dei suoi sogni. Ha salito oltre 500 cime dolomitiche e percorso innumerevoli itinerari, spesso in ambienti molto severi e in solitaria. Ogni traguardo raggiunto è per lei l'occasione per ulteriori curiosità e nuovi progetti.

  • Commenti (0)

    Lascia un commento

    Stai commentando come ospite. Login opzionale sotto.