• Stagione consigliata: Inverno
  • Dislivello: 700
  • Difficolta': MS
  • Mappa tabacco: 03
Corno D'angolo 2430m Val Popena
  • Punti di appoggio: nessuno
  • Periodo: Gennaio 2009
  • Partenza: Ponte Rio Popena (1659m)
  • Acqua: Acqua del Rio Popena nella parte bassa dell'itinerario

 

Bella escursione che consente di percorrere tutta l'ampia Val Popena. Itinerario che sino alla Sella Popena può considerarsi sicuro anche dopo forti nevicate, per il resto del percorso sono richieste invece condizioni ottimali. L'ultimo tratto di salita, dalla Forcella sino alla Cima del Corno D'Angolo solo per escursionisti esperti.

RELAZIONE:

 

Per giungere alla partenza si percorre la strada che da Misurina porta alla Valle di Landro, a quota 1659m si incrocia la Val Popena, e su piccoli spiazzi a bordo strada si può lasciare l'auto.

Il Primo tratto di traccia, con segnavia CAI 222 costeggia il Rio Popena, non discostandosi troppo da questo. Man mano che si sale,la valle inizia ad aprirsi, ed iniziano a vedersi splendide visuali sul Cristallino di Misurina a destra, e a sinistra sul Monte Popena. A quota circa 2000m, dopo un veloce innalzamento il terreno si fa più ampio ed il bosco più rado. Ci appaiono ora imponenti in fondo alla valle le splendide guglie delle Torri di Popena. Proseguiamo verso sud, possiamo concederci una piccola deviazione verso la Sella di Popena, a sinistra, dove ci sono i ruderi del Rifugio Popena, e un promontorio minore dal quale si gode un piacevole panorama su tutta la valle e sul lago di Misurina a Est. Ritornando sulle tracce di salita, ci dirigiamo ora verso il Corno d'Angolo su terreno che dapprima in leggera salita, si fa man mano più difficile, sino a raggiungere una forcella posta tra il Corno d'Angolo e la Croda di Pausa Marza. Per l'utlimo tratto, dalla forcella si prosegue verso est, non direttamente in salita (per evitare un salto roccioso), e poi con buona pendenza si sale sino in vetta.

Per la discesa si percorre a ritroso l'itinerario di salita, concedendosi qualche piacevole divagazione.

Omar Cauz

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