• Stagione consigliata: Inverno
  • Dislivello: 1200
  • Difficolta': BSA
  • Mappa tabacco: 025
Forcella delle Sasse (2476m)
  • Punti di appoggio: nessuno
  • Periodo: Febbraio 2011
  • Partenza: Località Chiesa (1242m)
  • Acqua: Non disponibile in inverno

 

Forcella delle sasse è un bel valico che separa la Civetta dalla Moiazza e concede l'accesso al Vant delle Sasse. Abbiamo prediletto il lungo accesso dal Vant della Grava rispetto alla più comoda salita da Pecol per l'ambiente incontaminato. Bisogna prestare attenzione all'assestamento della neve presso le pareti e nel canalone finale, possono essere utili ramponi e piccozza per la rampa finale.

RELAZIONE:

 

Da Longarone si risale a Forno di Zoldo e poi a Dont. Si prende quindi a sinistra la strada per il Passo Duran. In località Le Vare subito dopo Chiesa e prima di attraversare il torrente Moiazza, si parcheggia nei pressi della strada forestale che porta a Casera della Grava e al Rifugio Coldai.

Si percorre la strada forestale che consente di guadagnare con moderate pendenze quota, concedendoci di tanto in tando dei bei scorci a sinistra, sulla Moiazza e sulla Forcella delle Masenade. In prossimità di Casera della Grava in una bella conca il bosco si apre e ci concede una primo panorama su Forcella delle Sasse e sulla Civetta. Proseguiamo verso nord con un primo tratto in piano per poi riguadagnare quota seguendo fedelmente la stradina sino a Forcella Delle Grave (1784m). Si continua verso nord nel bosco con un breve tratto di discesa sino alla teleferica che serve il Rifugio Torrani. Da questo punto svoltiamo decisamente verso sinistra su terreno aperto, andando ad imboccare i ghiaioni innevati che scendono da Forcella delle Sasse. Si guadagna quota con pendenza sempre crescente sino ad un catino posto proprio sotto alla forcella, alla quale si accede con un ultimo ripido tratto. Splendido da questo privilegiato punto di vista il panorama sul grande catino del Vant delle Sasse posto subito oltre il valico.

Per la discesa si segue il percorso dell'andata.

Omar Cauz

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