• Stagione consigliata: Estate
  • Dislivello: 1700
  • Difficolta': EE
  • Mappa tabacco: 021
Anello di casera Cavalet
  • Punti di appoggio: Casera Laghet de Sora (1871m), Rif. Tita Barba (1821m). Le altre casere possono essere utilizzate solo come riparo di emergenza
  • Periodo: Settembre 2010
  • Partenza: Val Cimoliana 920m
  • Acqua: La si incontra più volte lungo il percorso

 

Bella e lunga escursione, che va a toccare uno degli angoli più remoti delle Dolomiti d'oltre Piave. Vista la lunghezza del percorso l'escursione può essere spezzata in due parti dormendo al Rif. Tita Barba.

 

RELAZIONE:

 

Da Cimolais si percorre la Val Cimoliana seguendo le indicazioni per il Rifugio Pordenone, oltrepassato il casello (pedaggio di 6€ ad automobile solamente le domeniche del periodo estivo) presso Ponte Compol, si prosegue per circa 4Km sino a quota 920m dove troviamo le indicazioni per Casera Laghet e su comodo parcheggio possiamo lasciare l'auto.

Dal parcheggio si prosegue con il guado del T. Cimoliana, che il alcuni periodi può risultare difficoltoso se non impossibile, giunti alla destra orografica della valle, si prosegue per un tratto iniziale su comoda strada forestale, dove a quota 1014m si incontra il bivio per il Bivacco Gervasutti (sentiero che percorreremo per il ritorno). Proseguendo per Casera Laghet, la strada diventa un comodo sentiero, e dopo aver attraversato un breve tratto su ghiaie ci si abassa sino al letto del torrente (nei pressi del sentiero ora dismesso per la Val del Drap) solitamente in secca che andiamo ad attraversare. Si riprende nel sentiero CAI 390, che dopo un tratto nel bosco ridiscende per andare attraversare il torrente ricco d'acqua della Val dei Frassini. Ora si prende a salire con decisione, staccandosi dal fondo della valle, dopo un tratto con dei secchi tornanti, si giunge nei pressi di un grosso faggio, e a breve a Casera Laghet de Sot. Da qui si continua su evidente sentiero, andando nuovamente a intersecare l'ora rigagnolo della Val dei frassini, per poi procedere sul pendio di sinistra, dapprima tra i mughi, poi su prato sino alla Casera Laghet de Sot. Seguendo le tabelle con indicazioni, si prosegue verso la Forcella Val dei Frassini, incrociando dapprima il sentiero per Forcella Pedescagno-Spe, poi quello per la Val dei Drap. Si incontrano nuovamente alcuni rigagnoli posti sotto alla Cima Laste, per poi andare a salire direttamente su terreno più roccioso verso la forcella alla quale giungeremo lambendo le pareti rocciose di destra. Dalla forcella, si prosegue nell'altro versante scendendo su sentiero evidente dapprima su di un tratto ghiaioso ed incassato, per poi giungere sui bellissimi prati di Casera Cavalet. Dalla casera, si segue il sentiero che scende di qualche metro sino ad un rigagnolo d'acqua, e poi seguendo le indicazioni si procede in direzione di Forcella Per Vedorcia. La traccia inizialmente si perde tra l'erba e i mughi, ma proseguendo in direzione della forcella diventa via via più evidente. Giunti in forcella si prosegue ora su sentiero evidente su ghiaie e sfasciumi in forte pendenza, con dei secchi tornanti. Dopo questo tratto il sentiero diventa più facile, si va a passare sotto al ghiaione che scende dalla Cima Spe, sino a ritornare su prato e risalendo nuovamente, siamo ormai in prossimità di Forcella Pian dei Lares. Da questa si prosegue verso est scendendo verso il Pian dei Lares, al limitare del bosco, si può prendere una evidente traccia verso destra, che consente di non perdere eccessivamente quota, questa però va a morire, anche se il terreno non è difficile e ci consente di intersecare il sentiero CAI 350 per Forcella Spe. In alternativa si può scendere ancora di un centinaio di metri per poi prendere il bivio ufficiale per il sentiero CAI 350, che ci conduce con un facile tracciato alla ghiaiosa Forcella Spe. Andiamo ora a scendere nell'altro versante, su terreno ghiaioso e in forte pendenza, dove incontriamo dapprima il bivio per il Bivacco Gervasutti e poi il bivio che andremo a prendere per il Vallon di S. Maria. Da qui si continua a scendere attraversando più volte il fondo della valle e del torrente che la percorre. Dopo un tratto nel bosco, posto sulla destra orografica si scende con dei ripidi tornanti sino al torrente con un piccolo salto, per poi salire su di una facile cengia parzialmente esposta. Da questa si riattraversa nuovamente il torrente perun ultimo breve tratto in salita, sino ad incontrare una strada forestale in prossimità dei ruderi di Casera la Fontana. Per la val Cimoliana si può proseguire o sulla forestale o sul sentiero, ma con un ulteriore attraversamento del torrente.

Omar Cauz

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