• Stagione consigliata: Estate
  • Dislivello: 1300
  • Difficolta': EE
  • Mappa tabacco: 021
Anello e cima Monte Cornetto (1792m)
  • Punti di appoggio: Casera M. Cornetto (1629m), Casera Ferron (992m)
  • Periodo: Maggio 2010
  • Partenza: Località S. Martino (Erto 739m)
  • Acqua: Fontana presso M. Cornetto e torrenti da C.ra Ferron in poi.

 

Il Monte Cornetto posto come sbarramento subito ad est del lago Del Vajont, è un punto di vista imperdibile sulle ferite causate dall'uomo alla natura. Dalla sua cima, si gode inoltre di un bellissimo panorama su tutta la Val Cimoliana. Escursione facile, ma sentiero molto faticoso, fino alla salita al Monte Cornetto, il tratto da Casera Ferron sino alla Cappella di S. Antonio consigliato solo a escursionisti esperti!

RELAZIONE:

 

Lungo la SS 251 che collega Erto al passo di S. Osvaldo, nei pressi della frazione S. Martino, si può parcheggiare l'auto, su un piccolo slargo, all'imbocco della strada del lungo lago, da poco terminata.

Prendiamo a scendere la stradina ed ad attraversare, il ponte sul torrente Tuara, sino ad incontrare a sinistra la scalinata iniziale del sentiero CAI 903 (tabella con indicazioni), che in breve ci porta alla cappella di S. Antonio, dove incrociamo il bivio del sentiero CAI 901 per esperti che percorreremo al ritorno.  Proseguendo sul sentiero CAI 903, andiamo a risalire lo spallone occidentale del monte Cornetto, la pendenza è sempre sostenuta, si giunge dapprima ad alcuni ruderi (quota 970m), poi dopo qualche radura che ci regala uno splendido panorama sul lago del Vajont e sulla frana del Monte Toc, e rari tratti pianeggianti, percorriamo un fitto bosco in zona le Roppe, sino ad uno spuntone roccioso dove un cartello indica 30' per il Bivacco Zanette (Casera Cornetto). L'ultimo tratto nel bosco ci porta nei prati di Casera Cornetto, tra la vecchia stalla e l'abbeveratoio. Per la cima si prosegue lungo il sentiero verso sud, sino ad una bella fontana e da questa su percorso libero verso destra si risalgono le pendici del Monte Cornetto sino alla cima. Ritornando sui nostri passi sino alla fontana, proseguiamo sul sentiero CAI 903, sino ad affacciarci sulla Val del Vajont, dove una comoda mulattiera in forte discesa ci consente di scendere lungo le pendici della Cima di Tola, sino ad arrivare a ad un ghiaione che, nuovamente in salita ci porta ad una selletta (quota 1640m), e da questa con un ulteriore strappetto ci affacciamo alla Val Cellina. Ora si ritorna nuovamente sul versante di Vajont, passando sotto alle pendici del Monte Gialinut, e aggirandolo per un tratto in discesa e poi per una ultima salita. Olrepassata l'ultima spalla del Gialinut, e dopo un breve tratto poco pendente si prende a scendere con decisione in mezzo al bosco. A quota di circa 1400m si giunge ad una radura erbosa, oltrepassandola ci si inoltra nuovamente nel bosco sino a giungere a Casera Ferron. Dalla casera si seguono le indicazioni per il sentiero CAI 901 in direzione di Vajont, si scende sul greto del torrente adiacente alla casera, e si prosegue in mezzo al bosco, sino ad un tratto più panoramico ed all'attraversamento del torrente Frugna, nei pressi della diroccata Casera Carniar (trivio mal indicato con i sentieri per F.lla Frugna e F.lla Col de Pin). Facendo attenzione a proseguire verso destra (l'unico sentiero non indicato), ci portiamo sulla destra orografica del torrente Vajont. Da questo punto bisogna attraversare alcuni "passaggi chiave", il primo è una passerella malsicura costituita da alcuni tronchi, poi un masso esposto incastrato sulle pareti di un ruscello secondario. Si prosegue con un attraversamento del torrente, che porta, dopo una breve risalita ad un tratto franato al quale bisogna prestare attenzione, riscendendo al torrente, si incontrano i ruderi di un vecchio mulino, e poco dopo, ci si appresta per l'ultimo problematico attraversamento. Ora il sentiero sale decisamente e ci porta ad un tratto attrezzato dove è vietato scivolare, ultima difficoltà prima di un ultimo tratto facile ma sempre esposto che ci riporta alla cappella di S. Antonio, e da questa alla strada di partenza.

Omar Cauz

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