• Stagione consigliata: Estate
  • Dislivello: 600
  • Difficolta': EE
  • Mappa tabacco: 03
Gallerie del Lagazuoi
  • Punti di appoggio: Rifugio Lagazuoi
  • Periodo: giugno 2012
  • Partenza: Passo Falzarego (2105m)
  • Acqua: non disponibile

Itinerario ad anello per le gallerie del Lagauzoi ricco di storia, che consente di toccare con mano cosa è stata realmente la "Grande Guerra" e come è stata combattuta sulle montagne che a quel tempo erano di confine. Per i scansafatiche, è possibile salire al rifugio Lagazuoi dal Passo Falzarego con la comoda funivia. Consigliamo di percorrere le gallerie in discesa. Indispensabili lampada frontale e caschetto.

RELAZIONE:

L'itinerario proposto ha come punto di partenza il Passo Falzarego, raggiungibile facilmente da Cortina d'Ampezzo, e dalla Val Badia. Comodo parcheggio al passo.

Si prende subito dietro alla Funivia del Falzarego, il sentiero CAI 402 che sale costeggiando dapprima la pista da sci, e poi un po' più avanti passando sotto le rocce di Punta Berrino. Si incontrano le indicazioni per le gallerie del Lagazuoi e alcuni manufatti della prima guerra mondiale. Il sentiero ora punta decisamente verso la splendida Forcella Travenanzes, dove possiamo ammirare uno splendido scorcio su una delle più belle valli dolomitiche; la Val Travenanzes. Siamo già in vista del Rifugio Lagazuoi e della stazione di arrivo della funivia, prendiamo a sinistra sul sentiero CAI 401 fino a raggiungere Forcella Lagazuoi. Ora il sentiero che ci porta in cima costeggia la pista da sci. Raggiunto il rifugio è consigliabile proseguire sino alla cima del Monte Lagazuoi dal quale si gode di uno splendido panorama.

Per imboccare il sentiero delle gallerie, bisogna ritornare alla stazione della funivia (indicazioni). Il primo tratto è messo in sicurezza da alcuni paletti rossi ed un cavetto, si attraversa una facile cengia che porta sul cratere causato dalla mina italiana esplosa il 20 giugno 1917. Si passa tra i resti delle trincee e quindi si costeggia il bordo del cratere, fino a giungere alla porta di ingresso delle gallerie scavate nella roccia dall'esercito italiano. All'interno le gallerie sono scalinate ed hanno un utile cavo che funge da corrimano, ogni tanto ci sono delle finestre che si affacciano sul vuoto e che portano un po' di luce al tragitto, oltre ad alcuni bivi, ma è sufficiente seguire le indicazioni della galleria principale. Si esce dalla galleria principale su una seconda cengia con un breve ma facile passaggio attrezzato, per poi imboccare l'ultima galleria che sbuca in prossimità del sentiero CAI402 percorso in salita, e da qui a ritroso sino al Passo Falzarego.

Omar Cauz

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