• Stagione consigliata: Estate
  • Dislivello: 900
  • Difficolta': EE
  • Mappa tabacco: 010
Lastron di Sassovecchio 2817 m
  • Punti di appoggio: Rifugio Locatelli 2405m
  • Periodo: Agosto 2010
  • Partenza: Rifugio Locatelli 2405m
  • Acqua: Poco sotto il cadino ai piedi delle Punte di Sassovecchio

Splendido itinerario di grande interesse storico e paesaggistico, nel cuore del gruppo dei Tre Scarperi. Si tratta di un percorso abbastanza faticoso ma la visione delle opere della grande guerra, presenti sulla cima e nei dintorni, oltre al panorama vastissimo, ripagheranno da ogni fatica.

RELAZIONE:

Dal Rif. Locatelli (accesso più diretto per sent. 101, che parte dal Rif. Auronzo, raggiungibile dal Lago di Misurina, a piedi (sent. 101 - 1,30 h), in auto (strada a pedaggio) o con autobus di linea), si percorre (verso N) un sentierino che taglia i pendii orientali della Torre di Toblin e si raggiunge l’ampia Forcella di San Candido. Da qui (cartello) si imbocca la traccia che sale al Lastron dei Scarperi (sbiaditi bolli rossi). Si supera la Selletta Bassa (trincee e caverne di guerra) e ci si inoltra nel Cadin di San Candido. Superate alcune fasce rocciose (acqua), si guadagna la parte superiore del Cadino, ai piedi delle Punte Sassovecchio. Ora, si lascia la folla che sale al Lastron dei Scarperi e si gira a destra: su flebile traccia si raggiunge, in pochi minuti, la Forcella del Crodon (2775 m - 1,30 h). Dalla forcella, un ardito sentiero di guerra ci condurrebbe comodamente alla meta, ma purtroppo non è più percorribile a causa di una grossa frana. E’ necessario, quindi, scendere per il ghiaione, spostandosi progressivamente verso sinistra, per circa 200 m e compiere (sempre verso sinistra) un arco per risalire verso l’evidente Forcella del Lastron di Sassovecchio. Non ci si può sbagliare perché, se si risale troppo presto, ci si trova subito di fronte ad alte pareti inaccessibili. Dalla forcella, in pochi minuti, si tocca la cima (croce – 3,30 h dal rifugio Locatelli). 

Ovunque, nei dintorni, opere realizzate dai soldati austriaci. Imperdibile la discesa verso una forcella denominata in guerra Alta Guardia (andata e ritorno in circa 1 h): dalla cima si scende per la larga cresta verso est (ometti). Poco sotto si rintraccia un’autentica ed ancora percorribile via ferrata del 15 -18 che scende alla suddetta sella: corde fisse, chiodi, scale…è tutto ancora lì!!! 

 

Note dell'autore

Attrezzatura: calzature adatte all’utilizzo in alta montagna, casco, spezzone di corda da 30 m per compiere la visita all’Alta Guardia. Occorre affrontare la suddetta visita con molta attenzione: le attrezzature sono tutte originali e occorre testarne la tenuta prima di utilizzarle!

 

Cristina Bacci

Autore

Cristina Bacci
  • , figlia dell'Appennino Emiliano, ha avuto presto l'occasione di visitare le Dolomiti, restandone affascinata. Il colpo di fulmine si è tramutato in amore con una frequentazione via via più assidua, culminata con il suo trasferimento nell'ambiente dei suoi sogni. Ha salito oltre 500 cime dolomitiche e percorso innumerevoli itinerari, spesso in ambienti molto severi e in solitaria. Ogni traguardo raggiunto è per lei l'occasione per ulteriori curiosità e nuovi progetti.

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