• Stagione consigliata: Primavera Estate Autunno
  • Dislivello: 500
  • Difficolta': T
  • Mappa tabacco: 028
Monte Ciaurlec (1148m)
  • Punti di appoggio: Casera Tamer, Casera Selvaz
  • Periodo: aprile 2009
  • Partenza: Campone Località i Piani (673m)
  • Acqua: Fontana il Fornat

 

Durante il periodo primaverile si vanno a cercare quelle escursioni che consentono di evitare lunghi tratti su neve in scioglimento. Sono allora molto attrattivi i primi monti che si affacciano sulla pianura, che vista la loro modesta altezza e l'esposizione dei loro versanti si sono già sbarazzati della coltre nevosa. Il Monte Ciaurlec è uno di questi.

RELAZIONE:

 

L'itinerario ha inizio in località I Piani, raggiungibile dalla val Tramontina, oltrepassando il paese di Campone, oppure dalla Val Cosa oltrepassando l'abitato di Pradis di sotto.

Il sentiero con segnavia CAI 819 parte proprio di fronte all'agriturismo I Piani, e si va ad immergere da subito nel bosco con una buona pendenza. Si guadagna velocemente quota con dei comodi tornanti sino a giungere a quota 873m dove inizia un lungo tratto in saliscendi in direzione ovest che termina giungendo a casera Selvaz (875m). Abbandonata quest'ultima si inizia nuovamente a salire nel bosco, si attraversa un tratto caratterizzato da evidenti fenomini di carsismo dove incontriamo gli ultimi residui delle forti nevicate di questo 2009. Si esce ora dal bosco in prossimità di una cima minore indicata sulla carta con quota 1091m e in breve si giunge a casera Tamer (1115m) buon panorama sul monte Rossa. Da questa si procede su evidente sentiero su prato sino ad incontrare un bivio, prendendo verso sinistra a breve si giunge alla cima del monte Ciaurlec. Per la discesa si segue il percorso dell'andata, oppure se si dispone di due auto, si può scendere sino a casera Valinis.

Omar Cauz

Commenti (2)

  • Guido

    Guido

    24 Maggio 2012 at 14:38 |
    Ci sono stato sabato 19 maggio 2012.
    Itinerario veramente facile, ottimo per sgranchirci le gambe e far fare le prime esperienze al nostro cucciolo di beagle di 5 mesi che si è divertito molto ad annusare dappertutto.
    Comunque ritornando all'argomento: l'itinerario ha bisogno solo di un po' di attenzione all'attacco quando bisogna tenersi sulla sinistra dello slargo nel bosco subito dopo aver parcheggiato l'auto sullo spiazzo di fronte ll'agriturismo (che comunque era chiuso e sembrava quasi abbandonato, ma forse era dovuto alla stagione).
    Noi non abbiamo visto i segnali ed abbiamo proseguito dritti in salita su accenni di traccia senza segnalazione, dopo però abbiamo riincrociato il sentiero vero che da quel momento in poi era ben segnalato.
    Il bosco in cui si snoda l'itinerario è affascinante in quanto l'ambiente è molto selvaggio con moltissimi alberi caduti naturalmente, anzi proprio sradicati dalle iclemenze del tempo, e dalla mancanza di manutenzione da parte dell'uomo.
    Anche le due casere in questo periodo sono in completo abbandono, ma penso che nella buona stagione qualcuno ci vada sebbene, o proprio per questo, siano poco distanti da dove si ha lasciato l'auto.
    La cima è in una zona rocciosa e non adatta alla sosta che invece è garantita nei bei pascoli prima di essa.
    Due ore e 15 la salita, 2 ore la discesa (comprese le soste alle casere) con cagnetto al seguito che però per essere sinceri non ci ha rallentato.
    Guido.
  • sentieridimontagna

    sentieridimontagna

    24 Maggio 2012 at 20:04 |
    Grazie del feedback Guido.
    Confermo che l'agriturismo è chiuso da qualche anno, era stato messo pure in vendita, ma nessuno ha avuto il coraggio di rilevarlo. Cima ideale in questo periodo di cambio stagione.

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